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FILASTROCCA della FOLLIA

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 Filastrocca della follia

 

 Sospesi in una bolla

nell'etere viaggiamo,
increduli dell'onda
che arriva da lontano.

 

Temiamo i buchi neri,
orrendi inghiottitoi,
viandanti meteoriti,
proiettili per noi.

 

Giriamo in lungo e in largo,
pargoli sempre in mostra,
erriamo sopra un cargo,
in siderale giostra.

 

Siamo di supernove
attenti osservatori,
ma degli anni luce
non ci facciam ragione.

 

L’interazione debole,
forza gravitazionale,
ci tira verso il sole,
non è intenzionale.

 

Siam dei maledetti,
al fato abbandonati,
lasciati in preda a frotte
di pericoli scansati.

 

Eppure in tutto questo
la mente non ci assiste,
ad infligger il male
giammai non si desiste.

 

C'è la tecnologia,
usata come arma,
e la cartomanzia
per inviar malanni.

 

Ci sono guerre, eccidi
in Terra in ogni dove,
nemmeno degli infanti
curiam la protezione.

 

Nulla d'etico in noi,
siam peggio delle bestie,
impastati di lumi,
però infami e perversi.

 

Crudeli esecutori
di tirannia e potere,
di guerre ideatori,
vili assai di mestiere.

 

 

 

 

 Franca Colozzo - 18/04/2018 18:40:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Cari Edi e Salvatore, scusatemi se vi rispondo con così grande ritardo, ma il sito funzionava a singhiozzi in questi ultimi giorni.
La mia filastrocca, come ho già esplicitato in altri commenti, scaturisce dalla paradossale situazione creatasi in Siria, peggiorando la già deprecabile guerra di oltre sette anni attraverso l’intervento esterno di alcune potenze occidentali (le bombe sono di fabbricazione italiana), da sempre guerrafondaie e senza una coerente linea diplomatica. In parole povere, basti ricordare ciò che è accaduto in Afghanistan, in Iraq e in Libia, per rendersi conto della reiterazione di siffatti interventi, che hanno sconvolto ancor di più l’assetto politico generale di quei paesi; ma pare che la memoria degli uomini sia molto corta.
Non mi sembra di rinvenire nell’arco della storia umana un ravvedimento da parte dell’uomo, che ripiomba sempre negli stessi errori. Il ritmo incalzante della filastrocca, di qui la rima, segue la paranoia umana in tutte le sue sfaccettature: dalla paura delle meteoriti o pezzi di satelliti orbitanti, che ci possono cadere addosso - come già stava avvenendo di recente - alle guerre che ci infliggiamo da soli, invece di goderci il breve lasso di vita che ci è stato inopinatamente concesso. Speriamo che Dio, cara Edi, non si disgusti di questa stupida creatura, impastata all’origine con l’argilla.
Un caro saluto ad entrambi per i graditi commenti. Buona serata.

 Edi Davoli - 18/04/2018 13:34:00 [ leggi altri commenti di Edi Davoli » ]

Eh sì Franca, come genere umano siamo tutto questo:paure, arroganza, violenza. Ma non siamo abbandonati e possiamo scegliere singolarmente di essere qualcosa di meglio. In mezzo a tanta follia c’è anche qualcosa di buono. Piaciuti i versi in rima. Buona giornata cara Franca!

 Salvatore Pizzo - 17/04/2018 23:34:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Di tutto e del contrario di tutto, di certo impastati con irrazionalità e con paradossalità di sentimenti, il tutto per individui che, pazzi, inseguono la sopravvivenza lì dove si è mera possibilità nell’impossibile universo...
Molto intensa ed apprezzata, una filastrocca che lascia il segno come una sferza sulla pelle nuda...
Una splendida serata a te

 Franca Colozzo - 16/04/2018 19:19:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Grazie Graced, questa filastrocca è nata sull’onda delle notizie deflagranti provenienti dalla Siria, già devastata da più di sette anni di guerra, un conflitto complesso e controverso.
Purtroppo alcuni governi occidentali sono guerrafondai, intromettendosi nelle vicende belliche siriane, apparentemente per il bene del paese in questione, ma soprattutto per ragioni tattiche di potere e di supremazia economica. Certo nessuno di loro si batte per accogliere le donne e i bambini in pericolo di vita! L’aveva accennato tempo addietro Obama, ma poi non si è dato seguito alla sua volontà di accogliere un centinaio di profughi siriani. Con Trump, poi, non se ne parla proprio! Ama la guerra e le chiusure delle frontiere americane. Mi chiedo perché non abbia atteso l’esito della commissione tecnica inviata ad indagare l’esistenza dei famigerati depositi di gas. Mi sembra di assistere ad una replica di ciò che accadde in Iraq, con gli effetti devastanti che conosciamo e con la nascita poi dell’ISIS.
Per non entrare nei dettagli di una situazione così astrusa, mi limito a dirti grazie per il commento. La mia filastrocca sull’umana follia rispecchia i tempi di barbarie che stiamo vivendo. Speriamo solo che questa follia venga almeno in parte arginata. Un abbraccio affettuoso. Buona serata. Franca

 Graced - 16/04/2018 18:48:00 [ leggi altri commenti di Graced » ]

Certo che gli uomini non ne escono per niente bene da questi versi, e lo meritano, studiano il cielo ed altri elementi, ma distruggono la terra con idee disastrose a cominciare dalle continua guerre che mietono vite e distruggono il pianeta con armi chimiche (se è vero, speriamo che questa volta ci mostrino la prova di ciò che dicono e, non si proceda su delle bufale.) I tuoi versi sono molto belli, scorrevoli con assonanze e rime. E’ stato un un piacere leggerla. Un caro saluto Franca, Graced

 Franca Colozzo - 15/04/2018 13:06:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Caro Antonio, come sempre hai colto l’essenza di questa mia filastrocca, scritta di notte sulla scia delle devastanti notizie belliche provenienti dalla martoriata terra di Siria. Le ho scritte di getto, così come faccio di solito con tutte le mie poesie, che, quando poi le vado a limare, perdono la spontaneità originale. Sono, è vero, molto amareggiata dagli avvenimenti di Siria che, se pur non ci toccano da vicino, ci inducono a riflettere sulle enormi sofferenze di bambini e donne abbandonati al loro destino. La colpa è principalmente di noi Occidentali, che ci infiliamo sempre in terreni minati (guerra tra Sciiti e Sunniti, e non solo, Isis, Salafiti; ma soprattutto guerra di Oleodotti, di soldi e di potere; un mix esplosivo tra Russia, Iran, la Turchia gli Hezbollah del Libano, Israele, Qatar, Arabia Saudita, Inghilterra, Francia, nefaste potenze coloniali, e ciliegia sulla torta Trump e Putin, ognuno con i suoi scheletri nell’armadio. Non ti cito tutti gli altri attori sulla scena internazionale ed i problemi di due oleodotti che dovrebbero raggiungere l’Europa e che hanno scatenato la reale crisi: uno dal Qatar ed uno dall’Iran. Speriamo solo che da questo mix esplosivo non nasca la terza guerra mondiale, in verità già in atto, ma sotto mentite spoglie, ma sulla pelle dei siriani. Ti ringrazio per il tuo gradito commento e ti auguro una buona prosecuzione di questa domenica, sperando che sia foriera di pace.

 Antonio Terracciano - 15/04/2018 01:03:00 [ leggi altri commenti di Antonio Terracciano » ]

Corposa e densa filastrocca prevalentemente in settenari e con numerose rime e assonanze, questa dell’architetto Colozzo. L’autrice vede l’uomo essenzialmente come un essere dissociato, capace da un lato di ammirare e studiare il cielo, e dall’altro di calpestare la terra e tutto ciò che essa ospita. Gli uomini appaiono troppo spesso come perfidi ideatori di guerre, e penso che la poetessa si voglia riferire anche al recentissimo attacco alla sua amata Siria (sentivo stasera, sul canale televisivo francese 241, un esperto d’Oltralpe che riconduceva l’attacco quasi esclusivamente a fisime personali dei tre protagonisti: Trump per allontanare l’attenzione dai suoi guai giudiziari, la May per punire Putin per l’avvelenamento delle due spie russe su suolo britannico, e Macron per far dimenticare non ho capito bene quale suo inglorioso passato in ambito militare) . Uno degli ultimi versi, poi, quello in cui Franca scrive che gli uomini sono peggio delle bestie, mi ha richiamato alla mente la poesia "Si vide a ll’animale... " del grande Raffaele Viviani: " (...) Neh ma overo simme fatte / puorce crape pulicine / ca ce accidono pe’ niente, / ca ce levano ’e stentine? / Nun servimmo p’’e ccustate / p’’e ssacicce p’’o presutto. / Nun cacciammo brodo e latte / pe’ nun dicere uno ’e tutto. / Cca nuie simmo crestiane, / e tenimmo ’o core ’mpietto. / E c’è cara ’a vita nosta, / perciò merita rispetto. / E vedimmo, pe’ stu fatto, / ’e campa’ cu ’a legge ’e Ddio. / ’Nnanze a Ddio nuie simmo eguale: / nun ce stanno ’tu’ e ’io’ . (...) "

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